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[from http://www.quarara.com] Nuovo album della Band emergente di Palermo. Il gruppo ormai consolidato degli Iridyum è arrivato al suo terzo album: What I feel Inside. Interamente scritto dal gruppo e auto prodotto il disco ha un sound decisamente più maturo rispetto al precedente. Splendido il suono e il ritmo della chitarra di Marguu e dalla sempre precisissima sezione ritmica composta dal basso e batteria di Seby e Fabry. Molto pulita la chitarra solista di Davo e agguerrita e dolce al tempo stesso la voce della solista Laura. Quest’ultima è anche autrice dei testi della maggior parte delle canzoni. warlandia.it
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[from http://www.femmemetal.net] Gli Iridyum sono un gruppo alternative metal italiano. Hanno già pubblicato un EP e un singolo, e adesso hanno presentato il loro full-length di debutto intitolato "What I Feel Inside". Per conoscere questa band, "What I Feel Inside" fa proprio al caso vostro. Le canzoni sono dirette, e spinte da riff pesanti e la band non si allontana dallo stile musicale dichiarato. Il grande riff d'apertura nella prima canzone, "Light & Shadow" ci fa iniziare con il piede giusto. Questa canzone ha un bel groove, che ci porta ad ascoltarla tutta, guidato dalla potente voce di Laura e dal riff di chitarra di cui sopra. "Fighting" inizia con un ritmo più lento, ma presto diventa più pesante e si evolve in una grande brano rock melodico. Probabilmente le mie tre canzoni preferite presenti in questo album sono "I Have No Choice", "Scream" e "You" (che presenta alcune delle parti migliori del lavoro vocale di Laura). Gli Iridyum sono un'altra band promettente proveniente dall'Italia, ma sono diversi da un sacco di gruppi metal che vengono da quella parte del mondo. Le canzoni non hanno i toni gotici e operistico che molte cantanti inseriscono nei loro pezzi, preferiscono invece per la loro musica un approccio più semplice, di base e organico. Il tutto si compone di 9 canzoni e dura circa 35 minuti, ma "What I Feel Inside" lascia una buona impressione. Voto 75/100 Tony Cannella |
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[from http://www.fanzine.net] Per chi pensa che oltre gli Exilia, Evanescence, Skunk Anansie e Lacuna Coil non ci sia altro... Come si interpreta questo fotomontaggio? A sinistra la grinta di Masha degli Exilia (ormai temprata da tour e riconoscimenti), in mezzo l'ultima arrivata ovvero sia Laura degli Iridyum che guarda la piu' famosa (ed ammaliante) Cristina dei Lacuna Coil... |
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[from http://www.metal-empire.it] Nonostante gli Iridyum siano un gruppo attivissimo sotto il profilo delle esibizioni live, la scelta di esordire con un album autoprodotto mi sembrava azzardata. Mi sono dovuta ricredere. What I Feel Inside è un album da ascoltare tutto d’un fiato e senza pregiudizi. La band propone un genere d’impatto, ben diverso dal Gothic Rock canonico e tastieroso. E’ un Crossover ricco di sfumature, sempre caratterizzato da sound e riffs potenti che si alternano ad arpeggi melodici; elementi che creano un contesto perfetto per l’inserimento della versatilissima voce di Laura Piras. Nasce spontaneo il confronto con un’altra band nostrana, i Lacuna Coil, ma i siciliani Iridyum non hanno nulla da invidiare ai già affermati milanesi! La calda voce della vocalist non risulta mai piatta e banale, neanche nei sottili controcanti che accompagnano l’intero album. Le molteplici influenze della band si fanno sentire in pezzi più heavy come Light & Shadow e Illusionless, e pezzi più emozionali come Fighting, So Alone o You. Alternative invece Sad Indifference, addirittura definirei quasi Prog Memories of life. Nel complesso l’ascolto è gradevole; What I Feel Inside ha alle spalle una buona produzione e soprattutto degli ottimi musicisti. Voto * * * * * Ophelia |
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[from http://www.musicalnews.com] Iridyum - What I feel inside (demo 2009), metal alternative concept album da gustare con emozione Consigliato a chi pensa che oltre gli Exilia, Skunk Anansie, Evanescence e Lacuna Coil non ci siano terreni da esplorare: il combo palermitano degli Iriduym invece si fa apprezzare anche per il buon sound proposto, ben registrato ed omogeneo! Sarebbe bello vedere un concerto doppio Iriduym + Lacuna Coil (qui in concerto)... una battaglia tra voci metal femminili italiane! Che scintille.... |
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[from http://www.metallus.it] Dopo la demo “SlamD” e l’ep “No Cover Up”, gli Iridyum pubblicano finalmente il loro primo album dal titolo “What I Feel Inside”. Il cd, formato da dieci tracce, presenta un’eccezionale predominante: Laura Piras, la cantante. Dopo solo un ascolto è chiaro che gli Iridyum hanno la fortuna di avere con sé una cantante dal grande talento e con molte potenzialità ancora da scoprire. Da molti accostata a Cristina Scabbia (cantante dei Lacuna Coil), Laura Piras si differenzia e si impone per espressività, carattere, tecnica e, soprattutto, talento naturale. Quest’ultimo aspetto, forse, poco sfruttato nell’album. “Light & Shadow”, prima traccia, mette subito in luce il valore e le capacità del gruppo. Gli strumenti hanno tutti un loro momento di protagonismo, anche se la vera protagonista è sempre lei. Voce d’incanto, quasi surreale, perfettamente intrecciata con la musica. “Illusioness”, quarta traccia, enfatizza maggiormente la perfetta complementarità dei vari componenti della band e mette ulteriormente in risalto la bravura di Laura Piras. Non è la musica a sostenere la voce, ma la voce a sostenere e ad arricchire la musica. “So Alone”, quinta traccia e, secondo il mio parere, migliore canzone dell’album, porta la band e, soprattutto, Laura Piras a livelli altissimi. Finalmente la Piras tira fuori la voce e dà piena mostra di sé. Il risultato è strabiliante e la canzone assume atmosfere quasi surreali. Senza troppi sforzi dimostra di poter raggiungere e mantenere tonalità alte. La musica, a volte dolce a volte distorta, si scontra perfettamente con la voce graffiante della Piras per poi sfociare in un semplice, ma azzeccato, assolo di chitarra. Altre tracce significative sono “I Have No Choice” e la malinconica “You”. “Inside”, ultima traccia, chiude questo intenso e ben riuscito capitolo musicale. La musica si fa più energica, distorta e concitata. Sicuramente gli Iridyum non costituiranno un breve episodio musicale ma faranno ancora parlare di sé. È una band completa, curata nel dettaglio, tecnicamente preparata e dalle elevate potenzialità. Spero di poter sentire presto un loro nuovo lavoro e, soprattutto, che Laura Piras non trattenga troppo il suo talento. Voto 8/10 Francesca Carbone |
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[from http://blogs.myspace.com/metalsirens] Gli Iridyum, band palermitana formatasi nel 2002 con all’attivo già due ep, presentano per il 2009 il nuovo lavoro, un full length melodico e grintoso. La grafica di copertina non è proprio delle più accattivanti, per la proposta di un prodotto al grande pubblico e ad un etichetta seria conta anche l’abito del monaco. Ma concentriamoci sul prodotto musicale, di certo più interessante. Parto con l’elogiare la qualità di registrazione, professionalissima vista l’autoproduzione. L’album si apre con “Light and Shadow”, brano efficace e diretto, dove la voce di Laura, decisa e grintosa, si sposa perfettamente la sezione strumentale. Segue “Fighting”, dal ritornello accattivante, dove i ragazzi confermano d’avere un gusto compositivo teso ad un’utenza variegata e se vogliamo già rodata. Ci ricordano infatti Evanescence, Skunk Anansie e Lacuna Coil in prima linea. L’album incalza con “Memories of life”, brano potente e nostalgico, uno dei più riusciti, a mio parere, dell’intero cd. “Illusionless”, continua sulla riga dei brani precedenti; La successiva è “So alone” struggente, malinconica ma incazzata al punto giusto, e spiana la strada a “I have no choice”, uno dei brani più”nu metal” di “What I feel inside”. Arrivati a “Sad Indifference”, l’ascolto comincia ad appesantirsi. Lo stile e la personalità della band ( a mio parere ancora in fase di rodaggio) diventano un po’ ripetitivi e ridondanti. Su “Scream” ritrovo stilemi fin troppo sentiti. Se nei precedenti brani riuscivo ancora a reggerli dando la responsabilità al target d’ascolto e alla commerciabilità del pezzo, ora comincio a faticare nel distinguere un pezzo dall’altro. La ballad “You” funziona, ma come “Inside”, ultimo brano, sono gravide di troppe influenze stilistiche. I testi, pur non avendoli sotto mano, mi sembrano piuttosto elementari, cosa non molto positiva se il cd mira a raggiungere una critica internazionale; cosa positiva per l’ascoltatore medio italiano che vuole cantare il pezzo. In definitiva, l’impegno c’è stato e si sente. Ma forse manca ancora un po’ di maturità artistica e compositiva, per discostarsi dai grandi e fare propri i loro insegnamenti. Auguro buona fortuna alla band, che saprà prendere la recensione come un consiglio per il futuro. Voto 6,5/10 Leanor |
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[from http://www.groovebox.it] Se siete amanti del rock al femminile, quello dalle atmosfere più cupe e gotiche, sicuramente gli Iridyum fanno giusto al caso vostro. La band di questa settimana, proveniente da Palermo, è sulle scene da circa 7 anni, caratterizzati soprattutto da un intensa attività live che gli ha permesso di calcare numerosi palchi italiani ed ottenere importanti riconoscimenti presso alcune manifestazioni musicali della nostra penisola. Le influenze dei vari componenti coprono un po’ l’intero panorama musicale alternativo dall’hard-rock al crossover, ed è per questo che la loro proposta parte da una base nu-metal per poi sconfinare in altri territori risultando molto variegata ed interessante. |
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[from Metal Maniac] Innanzitutto il potenziale. E quello degli Iridyum sembra enorme. Perché già coinvolgente in questo terzo promo/demo 'What I Feel Inside', la band palermitana sembra proprio essere una di quelle che messe in mano ad un produttore "di grido" potrebbe tirare fuori qualcosa di clamoroso. Intendiamoce, il disco già così com'è va bene, dicei tracce di un metal/rock dalle linee moderne guidato dalla voce di Laura Piras - bravissima - e che porta il gruppo in territori Lacuna Coil e, soprattutt, Evanescence, il gioco calma/agitazione è quello. E che per essere un promo è superlativo. Il ché porta a ragione oltr, alla possibilità di fare un disco con una vera etichetta alle spalle. E lì la sapienza "di chi ci sa fare" potrebbe dare al gruppo carte in più - atmosfere, effetti, armonizzazioni - per volare davvero e competere senza problemi (considerando quando ascoltato qui dentro) con le migliori realtà internazionali del settore. Grande Band. Voto: 8/10 |
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[from Grind Zone] Era da un po' di tempo che non trovavamo in questa sezione una gothic/rock band guidata da una cantante femminile. In Italia non ci sono solo i Lacuna Coil ed i gruppi nuovi che escono suonando un genere affine alla nota band nostrana non necessariamente hanno preso ispirazione da essa. Gli Iridyum, guidati dalla bravissima Laura Piras, hanno qualcosa in comune ai più calmi The Gathering ed in linea di massima si muovono sui confini sono ri ambigui di più generi musicali, che spaziano dal metal al rocl. il perché della loro presenza su queste pagine si spiega con il fatto che il mood raffinato e graffiante di 'What I Feel Inside' potrà benissimo essere apprezzato dal pubblico gothic metal in senso lato. la musica degli Iridyum non è intricata come quella dei primi The Provenance, ma in futuro potrebbe diventarlo perché le avvisaglie, si questo lavoro, già ci sono. Su tutti, 'What I Feel Inside' contiene un paio di brani davvero vincenti come l'opener 'Light & Shadow' e 'Illusionless', presentati con classe e supportati da un'ottima produzione. Band matura e dal roseo futuro. Voto: 7/10 |
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[from www.metalitalia.com] Attivi sin dal 2002, i siciliani Iridyum, dopo anni di intensa attività live e un paio di demo, arrivano al tanto atteso debutto discografico con l'emozionante e professionale "What I Feel Inside". Togliamo subito qualche dubbio: gli Iridyum non sono né vogliono essere i nuovi Lacuna Coil. Le similitudini tra il combo siculo e quello milanese sono piuttosto labili, eccezion fatta ovviamente per il fatto che entrambi hanno una leader e cantante donna. Per il resto gli Iridyum hanno un sound più fresco e variegato, probabilmente dovuto alle diverse correnti musicali che esercitano la propria influenza sui vari componenti della band. L'album autoprodotto, ma non per questo inferiore ad altre produzioni supportate da etichette spesso minuscole e poco professionali, si apre subito con una canzone vincente, "Light & Shadow", che mette in mostra le notevoli doti canore della cantante e la malleabilità del gruppo nell'includere tanti generi musicali diversi ma in maniera sfumata in modo tale che tutto risulti armonico. La band si muove su quella linea di confine a volte indistinta tra il rock ed il metal, mentre la produzione è assolutamente perfetta e professionale, come si conviene ad un gruppo che suona questo genere musicale e che dal punto di vista discografico potrebbe in teoria raggiungere un pubblico assai ampio. "What I Fell Inside" possiede proprio delle gran belle canzoni, come "Fighting" ad esempio, o come "Illusionless", forse il pezzo forte di questa release. Si potrebbe accostare il gruppo nostrano ai The Gathering di qualche anno fa oppure, quando gli Iridyum tentano la via progressive e complicano un po' la struttura dei brani, ai The Provenance dell'esordio. Un debut album con i fiocchi questo degli Iridyum, e l'augurio è quello che un'etichetta si accorga di questo gruppo dalle potenzialità infinite. Per concludere un piccolo consiglio spassionato alla band: cercare di puntare maggiormente alla produzione di nuovo materiale e di registrarlo, di produrre diversi album piuttosto che spendere il proprio prezioso tempo in un'attività live degna quasi di una band dal respiro internazionale. Voto: 7/10 Paolo "Cernunnos" Vidmar |
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[from www.noizeitalia.com] Quanto è difficile emergere dall'affolato quanto inflazionato panorama metal (gothic) rock, con vocals femminili? Troppo. Soprattutto in Italia, dove Lacuna Coil ed Exilia (vogliamo dire anche Belladonna così non scontentiamo nessuno?) sono sempre il termine di paragone, anche quando il gruppo di turno ha poco o nulla da spartire con queste due bands. Gli Iridyum, giungono alla loro terza fatica con "What I Feel Inside", facendosi notare per un ottimo gusto nei riff e nelle melodie. Il paragone con gli Exilia non esiste, troppo differenti, con i Lacuna Coil è lecito, viste alcune somiglianze nelle linee vocali e nei riffs, sia melodici che più heavy. Le analogie si fermano qui.Infatti la band riesce ad esprimere un buona personalità, inquadrata in ambiti gothic metal con forti radici rock, ricordando a tratti i Paradise Lost. Visto che in caso di cantante femmile, la maggiorparte degli ascoltatori focalizza l'attenzione sulla voce, il lavoro di Laura Piras è ottimo ma potrebbe essere migliore, non dal punto di vista tecnico, è l'identità vocale che pare imbavaglata, una potenza canora che rimane lì, senza uscire completamente. Laura, a mio modesto parere, dovrebbe dare sfogo a tutte le sue potenzialità senza temere di strafare, ad esempio in "So Alone" si sente fin dove può arrivare la voce è ed veramente un bel sentire.
Le strutture dei brani a volte un pò ripetute, sembrano statiche, caratterizzate da ritmi spesso analoghi, al contrario il lavoro chitarristico è ricercato e potente, come il basso, sempre presente ed a volte co-portagonista con le chitarre come in "Sad indifference", altra song meritevole come la conclusiva "Inside".La costruzione dei brani è dove gli Iridyum dovrebbero concentrare maggiormente l'attenzione, "What I Feel Inside" è un disco di valore, consigliatissimo ai fan del genere, che con strutture più varie arriverebbe meglio alle orecchie di una fetta maggiore di audience. (sic)VII |
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[from http://www.stereoinvaders.com] Dopo due demo nel 2003 e 2005 e tanti premi e riconoscimenti vinti in giro per la nostra penisola, gli Iridyum rilasciano questo terzo CD autoprodotto. Il sound della band palermitana è un interessante mix di gothic metal, alternative e metalcore, nella stessa direzione moderna di band come Lacuna Coil, Evanescence, In This Moment, Within Temptation.... Il gruppo è sicuramente pronto per il grande salto, firmando un contratto con una label, oltretutto perché questo sembra un vero e proprio CD ufficiale e non un semplice demo, manca solo l'etichetta giusta che li accolga!!! La prima cosa che si nota in questo "What I Feel Inside" è la stupenda voce della cantante Laura Piras, solo a tratti simile a quella di Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, e in grado di tenere desta l'attenzione dell'ascoltatore con un bel timbro vocale, non tanto per la qualità tecnica che comunque è alta, quanto per il carisma che ne sprigiona. Ad esempio un pezzo come "Illusionless", è potente e aggressivo, oltre ad avere una linea di basso sempre presente e tecnicamente valida, e questa voce che prende il tutto e lo trascina in alto. "Light & Shadow", la prima traccia del CD, è un ottimo brano che dimostra la strada intrapresa dalla band: buona tecnica e songwriting ineccepibile, carisma vocale straripante, basso in evidenza, chitarrismo mai sopra le righe o fine a se stesso e una batteria mostruosa nel genere, a dir poco perfetta. "So Alone" è un altro grande brano molto melodico giocato sull'epicità dela voce e sugli incastri perfetti delle due chitarre. "Sad Difference" invece parte in uno stile più Metalcore, più vicino a band come In This Moment o addirittura The Agonist per certi versi, per mescolarsi a tratti a un sound gothic e a ottimi incastri di basso slappato e batteria sincopata, il più bel momento di tutto l'album. Con "You" si arriva a un momento intimistico, vicino al sound degli indimenticabili Anathema, e con una voce toccante. Una band che potrebbe benissimo andare in tour in Europa o Stati Uniti e non sfigurare di certo di fronte al grande pubblico. Voto 8/10 Dead Channel |
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[from http://www.metalloitaliano.it] Gli Iridyum sono la risposta palermitana ai Lacuna Coil? Beh, direi che i numeri ce li hanno tutti! “What I Feel Inside” è il loro terzo lavoro, costruito sulle stesse coordinate del succitato e ormai famosissimo gruppo: riff “grossi” e stacchi acustici, melodia e potenza, malinconia e dolcezza. Gli Iridyum non hanno però intenzione di scopiazzare una formula che ha già provato di funzionare, ma vogliono camminare con le loro gambe e ci mettono tanto del loro. “What I Feel Inside” si regge sulle capacità più che buone dei cinque musicisti; sugli scudi la voce profonda e seducente di Laura Piras, ma menzione di merito anche per gli altri componenti: Angelo Marguglio alla chitarra ritmica e Davide Campanella alla chitarra solista, in grado di fornire un ottimo muro sonoro con riffing decisi e pesanti o passaggi acustici d’atmosfera; Fabrizio Pacera alla batteria e Sebastiano Gatto al basso, precisi e “presenti”, tutt’altro che strumenti di secondo piano. Stilisticamente, gli Iridyum optano per un approccio diretto e rock-oriented, lontano da fascinazioni esageratamente gotiche e malinconiche; per capire come NON suonano, prendete ad esempio i Paradise Lost di Icon, ai quali si avvicinavano i L.C. degli esordi. Scorrendo le tracce, non possiamo fare a meno di notare la predilezione per tempi rallentati e per una struttura piuttosto omogenea e ripetuta, fatta di strofe melodiche su cui si innestano refrain potenti, così che spesso quella che sembra una ballad, si trasforma in un grido (disperato?) verso il cielo. Non di meno, appare evidente in alcuni pezzi un retaggio funky (Sad Indifference, Inside) specialmente nel sound del basso. La tematica del disco, ben rappresentata dalla significativa ma, purtroppo, brutta copertina, riguarda quello che si nasconde dentro di noi e che ci rende ciò che siamo, le emozioni incatenate nel nostro cuore, la lotta tra illusione e realtà, tra quello che vorremmo e quello che siamo costretti a essere e a fare, la solitudine, l’indifferenza… tematiche che ben si sposano con lo stile musicale del gruppo. Avrete capito che “What I Feel Inside” è un buon disco. Serve solo un’etichetta che dia loro fiducia: se ha funzionato per i L.C., perché per loro no? Alessandro Biasi |
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[from http://www.entrateparallele.it] I nostrani Iridyum sono una di quelle band che hanno creduto da subito nella propria creatività e s’è sbattuta in concorsi e live un po’ ovunque, vincendo numerosi premi e suonando di spalla un po’ a chiunque (Solieri, Meganoidi, Portera…), autoproducendosi i primi due lavori in studio “SlamD” (2003) e “No Cover Up” (2005), continuando una dura gavetta sino ad arrivare a questo “What I Feel Inside”. Sulla falsariga dei Lacuna Coil e soci, i nostrani eroi propongono una voce molto presente ed un ottimo supporto strumentale, sacrificando purtroppo in originalità quello che guadagnano con una discreta produzione. Non è una proposta particolarmente innovativa, ma l’album è comunque piacevole dall’inizio alla fine, privo di inciampi di percorso, brani inefficaci o qualsiasi neo troppo evidente. Le dieci tracce confermano una morbida continuità tra loro e presentano due bellissimi momenti di spicco con “Memories Of Life” e “You”, due brani che sia per i testi che per la musica si elevano dalla tracklist. Splendida la voce di Laura Pivas, che fa quel che può per salvare delle linee vocali spesso poco convincenti; giocando su tutta la sua estensione vocale, Laura fa da anello tra sensualità e grinta, perfettamente supportata da un tappeto musicale che vanta ottime chitarre ed un buon lavoro di basso-batteria che si incastrano alla perfezione. Sinuose influenze funky spiccano gloriosamente lungo il tappeto musicale, rendendo più fluido e meno macchinoso il groove che, grazie ad un buon lavoro di produzione, rimane solido e compatto lungo tutta la tracklist. Come già accennato, è la voce a spiccare maggiormente, molto presente (cioè più avanti rispetto agli strumenti, quasi come nel pop, o nei dischi “alla Michele Luppi”…) anche se si percepisce la mancanza di qualche coretto per elevare maggiormente i ritornelli o accentuare parti che meriterebbero qualche aggiustamento in più. Ma fondamentalmente può andare bene anche così, perché brani come “Memories Of Life” (più moderno e meno confusionario rispetto all’opener ed alla successiva “Fighting”) e “So Alone”, sensuali nelle strofe e pesanti quando serve, come nei lanci dei ritornelli, sono momenti di ottima qualità. Per non parlare poi della già citata “You”, un semi-ballad che farà strage negli amanti del genere. Tutto sommato “What I Feel Inside” è un buon disco, poco originale, con un lavoro di editing non brillantissimo (ad essere pignoli c’è qualche imprecisione qua e là…), ma con un’ottima voce e una discreta produzione che, anche se non esalta adeguatamente la prestazione della coppia basso-batteria, mantiene un senso di identità e continuità nel sound. Confidando in un prossimo lavoro più corposo, consiglio di prestare attenzione a questa band che ha potenzialità e mezzi per spingersi ben oltre i propri confini. Voto 6,5/10 wild |
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[from http://www.alonemusic.it] Cosa si prova dentro di noi, cosa ci spaventa e cosa ci rincuora risiede dentro di noi…Così gli Iridyum, band Palermitana con all’attivo due demo, SlamD e No Cover Up, e molte partecipazioni a festival di grande rilievo, cercano con What I Feel Inside, di portaci all’interno di noi stessi, in un viaggio nelle più recondite emozioni del nostro cuore. |
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[from http://www.hatetv.it] Dentro la porzione di cielo dei Lacuna Coil, degli Evanecence e degli Exilia, gravitano gli Iridyum con in mano il loro nuovo lavoro: What I feel inside. Dopo SlamD del 2003 e No Cover Up del 2005, i cinque palermitani presentano 10 pezzi in un full-leght autoprodotto, un po' metal, ma piuttosto rock, che punta tutto sulla potente voce femminile di Laura Piras. Il lavoro si apre con Light & Shadow, molto heavy, ma sembra qualcosa di già sentito. Dal secondo pezzo la band si rilassa e inizia a far uscire la propria luce, la componente melodica prende il sopravvento, ho voglia di ascoltare ancora. So Alone e You rappresentano ciò che degli Iridyum mi colpisce di più: le potenzialità della cantante, l'accuratezza con cui gli altri componenti giocano tra loro e l'aspetto malinconico-romantico della band. What I feel inside non presenta chissà quanta originalità o novità, ma è interessante, intenso e piacevole. xelisax |
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[from blogs.myspace.com/l39undergroundzine] Sicuramente con questa recensione non parliamo di novellini di estranei al genere ecc. Si parla di un combo attivo dal 2002, che ha fatto esperienze nei grandi e piccoli palchi dell'Underground. Gli Irydium sono trascinati dalla carismatica Laura e sfoderano un nu metal assimilabile a Lacuna Coil e leggermente meno a Evanescence e similari. Si tratta di un album di 10 pezzi, prodotto ed eseguito più che egregiamente. Notevoli le doti vocali della singer che duetta con se stessa in un continuo divenire del pezzo. Le canzoni sono costruite quasi pienamente sulla voce, gli arrangiamenti armonizzano il tutto. Sicura la sezione e ritmica e le chitarre sanno dialogare ordinatamente tra di loro. Sarebbe un disco perfetto se solo fosse uscito nel 2002. Purtroppo l'eccesso di offerta di band simili non mi fa apprezzare in pieno il lavoro. Sia chiaro non manca nulla, e questa è la mia opinione, ma a parte Memories of Life, Scream e Fighting l'album si ripete uguale a se stesso fino alla fine. Quindi il giudizio passa agli appassionati del genere DarkNuMetal. Voto 65/100 Samp |
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[from http://www.ondalternativa.it] I siciliani Iridyum si erano già fatti apprezzare con il precedente "No cover Up", lasciando intorno alla band un'attesa sempre più crescente nei confronti di un nuovo lavoro, che giunge oggi a distanza di circa quattro anni nelle vesti di "What I feel inside". La proposta musicale della band non è cambiata di molto, ma questo primo full-lenght mostra delle doti tecniche e delle qualità di songwriters discrete e interessanti. |
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[from http://www.metalinside.it] Giungono al disco di debutto i siciliani Iridyum, band che, dopo due demo pubblicati, annovera nel proprio curriculum svariate partecipazioni a live e selezioni importanti, con vittorie di premi in diversi concorsi e selezioni. Dopo una proposta più orientata verso il funky dei primi demo, il gruppo oggi si sposta verso un gothic rock dalle forti tinte metallizzate, per molti versi accostabile a quanto proposto dai nostrani Lacuna Coil. |
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[from http://www.versacrum.com] Caratterizzato dalla bella e calda voce di Laura Piras (degna collega di Luana dei Belladonna, quante brave cantanti vanta la nostra Penisola!), What I feel inside è disco di gagliardo metal darkeggiante, per nulla asservito a formule che ormai mettono a nudo il logorio al quale sono sottoposte da migliaia di clone-bands. “Illusionless” ed altri episodi degnissimi esaltano il sopraffino lavoro chitarristico operato da Davide Campanella e da Angelo Marguglio ed il dinamismo della sezione ritmica appannaggio di Sebastiano Gatto (basso) e dello skin-beater Fabrizio Pacera. Un combo cha ha saputo far tesoro delle proprie esperienze, e che dal 2002, anno di fondazione, ad oggi è maturato costantemente, riuscendo così a perfezionare uno stile che, seppur non scevro di ovvi riferimenti, risulta perlomeno fresco e personale. Sfruttando a dovere, come ho scritto poco sopra, le doti vocali di Laura e non limitandosi a mostrare i muscoli o lasciar debordare il patrimonio tecnico del quale i musici sono dotati, bensì ponendo grande risalto alla costruzione del pezzi, alle armonie ed all’espressività. Positivo primo passo (anche se già autori di un singolo e di un mini) che, si spera, li porrà all’attenzione di chi di dovere. Hadrianus |
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[from 'War Metal' - webzine cilena] El Metal Alternativo se ha ido posicionando de a poco como una nueva rama Metal, donde la melodía y las voces femeninas resultan bastante atractivas entre tanta brutalidad y guturalidad que ofrece por ejemplo el Death Metal. Italia hace años entrego uno de los grandes exponentes de Metal Alternativo y a veces Gótico como lo es Lacuna Coil y que ahora vuelve a sorprender con una banda quizás no tan conocida como L.Coil pero con grandes proyecciones. |
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[from http://www.artistsandbands.org] Esordio sulla lunga distanza per i palermitani Iridyum già autori di due autoproduzioni nel 2003 con SlamD e nel 2005 con No Cover Up, quest'ultimo recensito sulle nostre pagine. Autoprodotto è anche questo What I Feel Inside che prosegue il discorso già intrapreso dalla band con No Cover Up, continuando quindi su quel filone musicale che si pone vicino a band come Lacuna Coil, Exilia ed Evanescence, non disdegnando però escursioni in territori più Rock ed una strizzatina d'occhio a sonorità più "heavy". |
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