METAL INSIDE
[from http://www.metalinside.it]
Dopo avere recensito il loro buon disco d'esordio “What I feel Inside”, abbiamo avuto il piacere di raggiungere gli Iridyum per una piacevolissima chiacchierata con Laura, cantante della band. Buona lettura
Ciao Ragazzi, io sono Andrea, e benvenuti sulle pagine di Metalinside. Cosa ne dite di cominciare la nostra intervista con una presentazione della band ai nostri lettori?
"Ciao Andrea, gli Iridyum sono una band che scrive musica e suona da oramai ben 7 anni! E’ dura portare avanti un progetto come il nostro e chi fa metal lo sa. Quando ci chiedono che genere facciamo rispondiamo “alternative metal”. Proponiamo un metal, infatti, non classico, non troppo pesante o troppo spinto, ma proprio “alternative”. Una via di mezzo, un ibrido di rock e nu metal di cui andiamo molto fieri. "
Molto bene, cominciamo subito a parlare del punto caldo della nostra chiacchierata, ovvero del vostro album di debutto “What I feel Inside”; confrontando l'album con i due precedenti EP che avete pubblicato possiamo notare una proposta abbastanza differente tra i due lavori; cosa vi ha fatto abbandonare le sonorità più funky dei primi EP in favore di quelle più gothic del disco di debutto?
"In realtà, non è stata una cosa ricercata. Spesso le cose vengono da sé. Quando si compone musica, più si è naturali e si lasciano scorrere le note, e più le canzoni vengono meglio. Creare brani a tavolino, non serve ad altro che a renderli vuoti e privi di personalità. “What I feel inside” è un disco che è frutto di quattro anni di lavorazione, di maturazione. Ci siamo presi del tempo per creare qualcosa che davvero ci rappresentasse e che potesse in un certo senso distinguerci. L’idea, dunque, era di creare un album che fosse al 100% Iridyum."
Uno dei pregi maggiori che ho notato nel vostro disco è la freschezza dei brani composti, che, nonostante non brillino per originalità, risultano tutti freschi ed accattivanti. Com'è stato il processo di creazione e produzione del disco?
"Come ti preannunciavo, in quattro anni abbiamo avuto il tempo di capire che direzione prendere. Le esperienze vissute come band ci hanno portato a creare brani che sia dal punto di vista musicale che vocale fossero più maturi, vuoi per la tecnica che sicuramente è migliorata rispetto ai dischi precedenti, vuoi per il songwriting generale che è decisamente più complesso. Non siamo un gruppo che compone 100 pezzi l’anno. Abbiamo cercato di puntare più alla qualità che alla quantità, concentrandoci sui pezzi che volevamo realizzare e terminare."
Uno dei principali gruppi a cui mi sento di poter paragonare la vostra proposta sono i “nostri”Lacuna Coil”; quali sono i vostri gruppi di riferimento, e qual è il vostro background musicale?
"Paradossalmente, mi sento di dire che i Lacuna per quanto siano da noi apprezzati non sono tra le nostre band preferite. Anzi, nonostante le apparenti somiglianze posso affermare con certezza che i nostri brani e il nostro disco siano molto diversi dal loro stile che è, indubbiamente, più gothic del nostro. Brani come i nostri “Sad indifference” o “You” non hanno nulla a che vedere con il loro genere. Tra le mie band preferite, ancora oggi, ci sono invece i Guano Apes o gli Skunk Anansie che mi hanno sicuramente dato tanto musicalmente parlando. Sono gruppi che ritengo nel loro genere decisamente unici!"
Quali sono i vostri pezzi preferiti di “What I Feel Inside”, e quali invece, se ce ne sono, i meno ispirati?
"In questo caso, mi viene difficile rispondere. Ogni pezzo, per me, è una storia a sé. Ogni canzone mi rappresenta totalmente. Ogni brano, se letto con attenzione, trasporta in una emozione o un sentimento differente. Sono storie, sensazioni, tutte diverse eppure tutte unite da un unico filo conduttore. Se devo però sceglierne alcune ti citerei “Illusionless”, “So Alone”, “Memories of life” e “Sad indifference” dove ho sperimentato un po’ di più. Credo che in linea di massima siano i pezzi preferiti di tutti. Forse quelli meno ispirati, ma solo perché sono anche i più vecchi in ordine di composizione sono “Fighting” e “I have no choice”."
Quanto aiuta per una band avere tra le proprie fila una bella cantante come la vostra Laura?
"Beh, credo di non potere rispondere!! Sono troppo di parte! aahhah"
Leggendo nel vostro curriculum, ho notato la vostra grande esperienza dal vivo, anche per una serie di provini, concorsi ed audizioni. Quanto è importante per una band la gavetta?
"La gavetta è fondamentale. Come in tutti i settori della vita ti aiuta a farti le ossa, ad affrontare con maggiore esperienza tutte le situazioni che ti si presentano. Avere a che fare con organizzatori stronzi che ti trattano male o con gruppi con cui stringi amicizia, con palchi in cui non ne funziona una, alla fine ti prepara sempre per un concerto a sapere che puoi trovare di tutto."
Avete in programma una serie di date per pubblicizzare il nuovo disco?
"Ci stiamo lavorando. Non è semplice realizzare un tour, però abbiamo già qualche data in giro per la Sicilia. Le date sono sul nostro space e sul nostro sito"
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
"Ci piacerebbe riuscire a promuovere “What I feel inside” per bene e in autunno riprendere a comporre nuovi brani…abbiamo già delle idee in testa!
Inoltre, abbiamo pronto il nostro primo video del singolo “So Alone” che speriamo di riuscire a fare girare il più possibile! Nei prossimi giorni lo pubblicheremo sul sito e sullo space, nonché su youtube. Aspettiamo dunque di sapere che ne pensate!"
Molto bene, abbiamo raggiunto la fine dell'intervista; volevo ringraziarvi per il tempo concessoci, facendovi i migliori auguri per la vostra carriera musicale. Avete la possibilità di chiudere l'intervista come preferite.
"Beh, grazie Andrea per lo spazio. È grazie a persone come te che una band come la nostra può promuoversi e farsi conoscere. Ne approfitto dunque per ricordare a chiunque che, al momento, il nostro disco può essere acquistato contattando noi direttamente alla modica cifra di 5 euro. Ci interessa molto fare girare il disco, in quanto secondo noi è davvero un buon prodotto. Contattateci!"


