Stereo Invaders
[from http://stereoinvaders.altervista.org]
Dopo essercene occupati in sede di recensione, abbiamo raggiunto i palermitani Irydium per una intervista. E' sempre un piacere dare voce alle giovani leve tricolori. Ecco cosa la band ci ha raccontato. E se son rose ....
- Ciao ragazzi, innanzitutto grazie di aver accettato di rispondere alle domande di questa intervista, siamo lieti di poter scambiare quattro chiacchiere via web on voi!
- Anche a noi fa molto piacere e ringraziamo Stereoinvaders per questo spazio…
- In questo 2005 avete prodotto il vostro secondo lavoro dopo il promo del 2003 “SlamD”. Che responsi state riscuotendo con il nuovo “No Cover Up”, sia da parte degli addetti ai lavori che da parte del pubblico? Siete soddisfatti fino adesso di quanto ottenuto?
- Decisamente si. In effetti “No cover up” è molto diverso da “SlamD” anche se ci rappresentano entrambi. Tutto è un'evoluzione continua. Anche se si sente una differenza di stile, per noi non è un problema, considerata la premessa di prima. Non si può restare sempre uguali. Il cambiamento e l'evoluzione fanno parte della vita e dunque della musica. No cover up sta riscuotendo recensioni molto buone e il pubblico, almeno quello che per ora ha sentito il disco o i brani dal vivo, ha sempre trovato le canzoni coinvolgenti e questo per noi è un onore.
- Rispetto al vostro precedente lavoro di due tracce, quale è stata a vostro giudizio la maturazione della band, sia da un punto di vista tecnico-strumentale, sia da quello creativo e stilistico?
- In aggiunta a quanto detto prima, possiamo aggiungere che, nel momento in cui si sono verificati dei cambi di formazione, è stato inevitabile anche un cambiamento tecnico e strumentale.
- Che ne dite di raccontarci qualcosa sui vari avvicendamenti avvenuti nella formazione degli Iridyum ad oggi?
- Tanto per incominciare, vogliamo dire che i vari cambi di formazione, più che indebolire hanno rafforzato l'anima degli Iridyum, altrimenti saremmo già morti da tempo. Abbiamo preso spunto, qua e là, da tutti i ragazzi che sono “passati” nel nostro gruppo. Noi vediamo il gruppo come una relazione sentimentale. Purtroppo non può durare per sempre, ma non ci si può piangere addosso se qualcuno va via. La vita continua e la musica anche.
- Per la nostra webzine mi sono occupato della recensione del vostro nuovo EP. Anche se ho trovato “No Cover Up” un lavoro di discreto livello, soprattutto per una band underground, qua e là ho mosso con sincerità, e mi auguro nel modo più costruttivo possibile, anche qualche critica. Ovviamente il mio è solo un punto di vista personale, per tanto arbitrario e potenzialmente non condivisibile. Sarei lieto perciò se commentaste voi stessi il vostro lavoro, dal vostro punto di vista, anche confutando le critiche ricevute. Diteci insomma come la pensate, ragazzi!
- “No Cover Up”, il nostro EP, autoprodotto, che ha visto la luce in questo 2005 è nato da tanto lavoro e tanto sforzo. Il titolo indica proprio la voglia di non stare al di sotto di etichette e “coperture”. L'idea è proprio quella di mettere a nudo sentimenti ed emozioni senza vergognarsene, utilizzando a volte suoni più duri e pesanti, altre sonorità più melodiche, per sottolineare momenti di incontro con se stessi. Nei testi, dove ho cercato di mettere davvero parti di me, si cerca di evidenziare sempre la voglia di migliorare il contatto con se stessi e il rapporto con ciò che sta fuori. Se si considera un testo come “My War”, parlo proprio delle battaglie personali che ognuno vive, quotidianamente, con se stesso e il fatto che spesso non ci si accorge di ciò che ci circonda perchè si rimane attaccati al proprio passato, ai propri pensieri deprimenti, per passare a un pezzo come “To A Friend”, dove invece mi metto in relazione con un “amico” chiedendogli di darmi ciò che ha, e di fidarsi di me mentre spero che non mi deluda. Quindi, in definitiva, ogni pezzo nasce come una piccola storia che parla cmq di me o di esperienze che vivo. Le parti musicali, invece, cercano di evidenziare proprio tutto questo, con suoni, rumori o ritmiche che devono fare si che l'ascoltatore riesca a entrare nel pezzo.
- In ogni caso, come vi rapportate a simili eventualità, ovvero critiche negative o magari fraintendimenti della vostra proposta musicale? Le analisi ed i giudizi altrui vi interessano in qualche misura, oppure siete convinti di ciò che fate e ritenete di marciare dritti per la vostra strada, aspettando solo la buona occasione?
- Siamo dell'idea che le opinioni siano del tutto soggettive e pertanto, non è possibile piacere a tutti. Le critiche fanno parte di ciò che proponiamo. Ce le aspettiamo, così come speriamo, e siamo lieti quando succede, di ricevere anche complimenti o comunque critiche positive. In realtà, non crediamo che la gente possa FRAINTENDERE, tutt'al più è possibile che l'idea che uno si faccia della nostra musica sia personale e diversa da quella che abbiamo pensato noi. Ognuno si crea una propria realtà. L'arte in genere, poi, non deve essere capita, ma interpretata A USO E CONSUMO. Non si può pretendere che un messaggio venga recepito allo stesso modo da tutti.
- In ordine di importanza, che ruolo attribuite ai seguenti aspetti in una song degli Iridyum:
- perizia tecnica
- feeling
- immediatezza
- melodia
- originalità
- potenza
- L'immediatezza per prima perché noi crediamo che sia importante “riuscire a entrare” subito in un pezzo. La melodia, perché è necessario ricordare una canzone, poterla canticchiare. Il feeling, perché siamo tutti dei romanticoni in fondo!!!! La potenza è importante, ma devo dire che fa parte maggiormente dei lavori che abbiamo in serbo per il prossimo album, comunque è necessaria per riuscire ad avere impatto sul pubblico. Per quanto riguarda la tecnica, facciamo il possibile! E per l'originalità, non crediamo che l'originalità a tutti i costi può essere un buon modo di esprimersi, forse a volte diventa un po' troppo costruito un brano troppo “originale”. Preferiamo lasciarci andare…
- Come musicisti, per altro discretamente dotati, avete alle spalle degli “studi istituzionali” o siete completamente autodidatti?
- A dire il vero, alcuni di noi, tra cui Pippo, Seby e io (Laura) abbiamo studiato. Davide e Angelo no, sono completamente autodidatti, ma la cosa non crea alcun disturbo, anzi, alle volte lo studio ISTITUZIONALE blocca la creatività.
- Laura ha come modello qualche cantante gothic e/o metal in particolare? Quali sono le sue principali fonti di ispirazione del passato e del presente, se ve ne sono?
- A dire la verità, io sono “nata” ascoltando Tori Amos e Skin, nel senso che non sono nata con il gothic. Però tra le voci gothic-metal che preferisco c'è quella della cantante dei Within Temptations. Anche se poi preferisco la potenza di Sandra Nasic o Masha degli Exilia.
- Come è la scena locale, secondo voi?
- Potrebbe essere meglio. Non è facile emergere perché già a livello locale ci sono band che non hanno nulla da invidiare ai GRANDI…
- Aspettative ed ambizioni per il futuro degli Iridyum?
- Diventare famosi??!?
- Un messaggio per i nostri lettori?
- Vi invitiamo a visitare il nostro sito http://www.iridyum.it/, qui potete trovare tutto ciò che ci riguarda, foto, recensioni, bio e brani. Infatti, è possibile scaricare “SlamD”, il nostro primo demo, interamente, alla sezione music. Inoltre alcuni spezzoni di “No Cover Up”, sempre alla stessa sezione. Se vi va, lasciateci qualche messaggio nel nostro guest o direttamente via mail!
- Come è la situazione “concerti” in Sicilia? Ci sono buoni sbocchi e possibilità di suonare dal vivo?
- A dire la verità non ci sono grosse possibilità…
- Contatti con le label e pubblicazione di un primo CD ufficiale? Cosa bolle in pentola?
- Per ora niente, cerchiamo…cerchiamo… Casomai si tratterà di una nuova autoproduzione, ci stiamo lavorando.
- Ok ragazzi, grazie della vostra gentilezza e disponibilità. In bocca al lupo per il futuro e speriamo di avere presto novità da parte vostra. Bye!
- Ciao e grazie!!
Psychotron


