What I Feel Inside @ www.entrateparallele.it
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I nostrani Iridyum sono una di quelle band che hanno creduto da subito nella propria creatività e s’è sbattuta in concorsi e live un po’ ovunque, vincendo numerosi premi e suonando di spalla un po’ a chiunque (Solieri, Meganoidi, Portera…), autoproducendosi i primi due lavori in studio “SlamD” (2003) e “No Cover Up” (2005), continuando una dura gavetta sino ad arrivare a questo “What I Feel Inside”. Sulla falsariga dei Lacuna Coil e soci, i nostrani eroi propongono una voce molto presente ed un ottimo supporto strumentale, sacrificando purtroppo in originalità quello che guadagnano con una discreta produzione. Non è una proposta particolarmente innovativa, ma l’album è comunque piacevole dall’inizio alla fine, privo di inciampi di percorso, brani inefficaci o qualsiasi neo troppo evidente. Le dieci tracce confermano una morbida continuità tra loro e presentano due bellissimi momenti di spicco con “Memories Of Life” e “You”, due brani che sia per i testi che per la musica si elevano dalla tracklist. Splendida la voce di Laura Pivas, che fa quel che può per salvare delle linee vocali spesso poco convincenti; giocando su tutta la sua estensione vocale, Laura fa da anello tra sensualità e grinta, perfettamente supportata da un tappeto musicale che vanta ottime chitarre ed un buon lavoro di basso-batteria che si incastrano alla perfezione. Sinuose influenze funky spiccano gloriosamente lungo il tappeto musicale, rendendo più fluido e meno macchinoso il groove che, grazie ad un buon lavoro di produzione, rimane solido e compatto lungo tutta la tracklist. Come già accennato, è la voce a spiccare maggiormente, molto presente (cioè più avanti rispetto agli strumenti, quasi come nel pop, o nei dischi “alla Michele Luppi”…) anche se si percepisce la mancanza di qualche coretto per elevare maggiormente i ritornelli o accentuare parti che meriterebbero qualche aggiustamento in più. Ma fondamentalmente può andare bene anche così, perché brani come “Memories Of Life” (più moderno e meno confusionario rispetto all’opener ed alla successiva “Fighting”) e “So Alone”, sensuali nelle strofe e pesanti quando serve, come nei lanci dei ritornelli, sono momenti di ottima qualità. Per non parlare poi della già citata “You”, un semi-ballad che farà strage negli amanti del genere.
Tutto sommato “What I Feel Inside” è un buon disco, poco originale, con un lavoro di editing non brillantissimo (ad essere pignoli c’è qualche imprecisione qua e là…), ma con un’ottima voce e una discreta produzione che, anche se non esalta adeguatamente la prestazione della coppia basso-batteria, mantiene un senso di identità e continuità nel sound. Confidando in un prossimo lavoro più corposo, consiglio di prestare attenzione a questa band che ha potenzialità e mezzi per spingersi ben oltre i propri confini.
Voto 6,5/10
wild


